| Profiel van SoulSSouls-ShadowsFoto'sWeblogLijsten | Help |
|
29-12-2007 prossimi spostamenticapodanno a Roma, poi casa nuova a Torino.
CASA, sì... non residence... mi fa paura dirlo. una CASA in cui vivrò solo soletto.
Ah, siete tutti invitati, previo preavviso... ;)
* 28-12-2007 I need healing26-12-2007 misteriosa evanescenzaEsistono persone che mi fanno ridere, anche se non sono felice, riescono a divertirmi.
Esistono persone che mi rendono calmo e rilassato, che parlano con un tono così caldo che potrei ascoltare la loro voce per delle ore.
Esistono persone che mi tengono in tensione, ed ogni cosa che dicono e fanno mi elettrizza, mi tende come una corda pronta a scattare.
Esistono poi persone che mi accendono, e questo è difficile da spiegare: le guardo e le ascolto o se solo penso a loro con intensità penso al cielo e alla terra che si toccano. Alle onde del mare, e alla brace che consuma il legno. Penso alle stelle e al latte caldo al mattino. A tutte le cose buone del mondo. A tutte quelle che fanno male. Alla misteriosa evanescenza. Mi sento più debole, accanto a persone così. Mi sento che sarebbe meglio evitarle. O sarebbe meglio farle mie.
* 14-12-2007 in rainbows Credo che nella vita di ogni grande artista, arrivi un momento in cui continuare a dare il meglio di sé non dia più una grande soddisfazione, forse perchè il meglio di sé è già stato, o forse semplicemente perchè non c'è gusto nel superarsi, ammesso che sia possibile farlo. This is my way of saying goodbye No matter what happens now A giugno farò di tutto per essere lì a vederli. 10-12-2007 vetrineHo voglia di lasciare questo blog, per tornare a scrivere sul serio.
Ho voglia di definitività.
Adesso ho anche un lavoro fisso, ma un contratto nuovo e un aumento non riescono a regalarmi positività.
Ho voglia di positività.
In ogni viaggio, in ogni scelta, c'è un punto oltre il quale tornare indietro sarebbe più dispendioso che andare avanti, anche se andare avanti non conviene.
Credo che sia possibile anche l'opposto: in ogni ritorno indietro, arriva un punto in cui pensare di fare dietro front per la seconda volta, è più faticoso che perseguire nel ritorno da dove si era partiti.
Io sono sulla via del ritorno, e non lo so più se mi conviene. Ma so che voltarmi a guardare il cielo nella pozzanghera sarebbe peggio.
Meglio proseguire all'indietro e con il naso più alto della fronte.
Meglio rischiare di cadere guardando qualcosa di bello, che rimanere imbambolati a fissare il rassicurante plastico riflesso.
* 7-12-2007 Apocalypto![]() Ieri ho avuto modo di vedere l'ultimo nonché secondo film di Mel Gibson. Dopo "The Passion", che mi aveva sconvolto in positivo per il modo nuovo di fare cinema, con ricostruzioni della storia abbastanza fedeli, che aiutino la gente a fare una riflessione importante sul presente, perchè come dice lo stesso regista, la storia si ripete, e quello che vale per una civiltà così lontana vale in qualche modo anche per la nostra. Ho letto molte polemiche sul film, a dire il vero sono più o meno le stesse lette per "The Passion": il film è cruento, inutilmente violente, e la ricostruzione storica è sbagliata in molti punti nonché parziale. Ebbene, non sono d'accordo su quasi niente. Non lo ero già per il precedente film, che ho ritenuto un vero colpo di genio, perchè rappresentava senza ipocrisie e mezzi termini una realtà, seppur filtrata dal punto di vista non obiettivo del regista, cosa che tra l'altro non si cerca affatto di nascondere. Lo stesso vale per Apocalypto: le scene cruente ci sono, ma non sono certo un granché rispetto ai tanti film horror a cui siamo ormai abituati; anche rispetto al film precedente, ho trovato le scene molto più soft: dal mio punto di vista in effetti, fa molto più effetto vedere un uomo fustigato per minuti interi e poi crocefisso e umiliato, che non un sacrificio umano un tantino splatter, ma pur sempre veloce. E poi ci sarebbero le ricostruzioni storiche non eccellenti: ma di che parliamo? Si parla di razze di cani sbagliate, del fatto che nei sacrifici non portassero i prigionieri sulle piramidi, che non li dipingessero di blu, e altre cose di questo tipo... ma andiamo su, qui non si sta parlando di un documentario ma di un film, che non deve rappresentare fedelmente la realtà, ma darne una versione che susciti nello spettatore le emozioni desiderate... altrimenti dovremmo concludere che i film di Lynch e Fincher tanto per dire, siano tutti "sbagliati", in un certo senso... Ancora, critiche al film giungono dal fronte degli appassionati di cultura Maya: il film darebbe una versione distorta della civiltà, dipingendola come cruenta e incentrata sui sacrifici umani, mentre i Maya erano un popolo di grande cultura, conoscenza matematica e arte. Ecco, questo aspetto del film è stato del tutto frainteso: io non credo affatto che a Gibson interessasse denigrare una civiltà importante come quella dei Maya, e non credo affatto che da film non traspaia che fossero una civiltà molto ben organizzata: nel momento in cui i prigionieri entrano "in città" si rimane abbagliati dallo splendore delle costruzioni, dall'organizzazione del mercato, dai dipinti e dai costumi. Ancora, non viene dipinta come "cruenta" affatto: nella scena della vendita dei prigionieri al mercato, la donna anziana rimasta "invenduta", viene liberata. I sacrifici umani, sono una parte importante della loro religione; e solo un gruppo di uomini, quelli che cacciano i prigionieri, sembrano essere davvero cruenti e spietati. Inoltre, nella scena dell'eclissi, il sacerdote sembra ben conscio di quello che fa, quando chiede al dio di dare un segno di essere soddisfatto dei sacrifici, subito prima che il sole torni a splendere: questo dimostra che lui conoscesse bene le eclissi, cosa confermata dai documenti in nostro possesso. Insomma: al di là delle polemiche, Apocalypto è un bel film, anche se inferiore a "The Passion" sotto il punto di vista della lezione morale che vuole impartire: questa nuova corrente di cinema che non ripudia il lato "didattico" di un film, e che ha in M. Night Shyamalan uno dei più autorevoli esponenti, non va giudicata privandola della componente più importante che la caratterizza: il punto di vista del regista. Insomma dovremmo chiederci: cosa ci voleva dire Gibson con questo suo film? Dopo averci rappresentato il picco più alto dell'umanità, con la rappresentazione di un Cristo che è uomo nel momento più degradante della vita di un uomo: la sua condatta, lo scherno, e la morte cruenta; e ci rende spettatori di un comportamento allo stesso tempo umano e divino, basato sul rifiuto di ogni tipo di negatività che caratteriza l'uomo; dopo questo insomma, eccoci sul fronte opposto: la rappresentazione del punto più basso che una civiltà può toccare, nonostante la sua ricchezza, l'intelligenza e la cultura della gente, le arti e i valori che la caratterizzano. E tutto in nome di che? Di un dio? Del potere dei capi che influenzano il popolo? O semplicemente di un volere superiore, che si evince dalla premonizione della bambina malata ? Non è proprio chiaro dal film, ma ci lascia una riflessione importante da fare, che non mi sento di disprezzare. 4-12-2007 la differenzaA volte, se solo il mondo si fermasse, mi sentirei di morire.
Altre, se solo rallentasse abbastanza, mi rimpirei di gioia tanto da farmela bastare per mille momenti buii.
Non conosco una direzione lì fuori.
Non ne conosco una nemmeno dentro di me.
Forse il peggio, dopotutto, è che non vorrei nemmeno conoscerla.
Mi sta sbiadendo un po' tutto attorno, o forse sono io che mi coloro a tinte sempre più forti dal di dentro.
La differenza, è un semplice pensiero: un puro accorgimento.
* 1-12-2007 Un po' di arte fortefonte: http://www.saturnobutto.com/
Rituali figurati, tableaux vivants, neogotiche pale d'altare per i misteri di una oscura religione. La critica si è sbizzarrita per trovare definizioni che diano un'idea della pittura di Saturno Buttò veneziano, nato a Portogruaro nel 1957.
Si iscrive nel 1971 al liceo artistico di Venezia e successivamente all'Accademia di Belle Arti, diplomandosi al corso di pittura nel 1980. Se si eccettua il decennio legato agli studi, Saturno non lascia mai Bibione, cittadina veneta sul mare, dove vive e lavora.
L'artista sostiene sempre con convinzione l'importanza avuta dall'esperienza veneziana per la sua formazione; il liceo lo inizia al disegno classico ed evidenzia quella che è sempre stata una sua vocazione: la figura. E' un periodo questo di continuo lavoro a matita su carta, in cui non esistono variazioni al rigore monocromatico dei disegni, eccetto una timida comparsa (nell'ultimo anno di liceo) di velature ad acquerello, preludio forse al clima più vivace dell'accademia a cui Saturno approda dopo la maturità artistica nel 1976.
Paradossalmente è proprio l'atmosfera di totale libertà d'espressione che lo convince ad abbandonare, anche se temporaneamente, matite e pennelli a favore di "nuove tecniche" come film, fotografia e varie esperienze legate alle correnti artistiche più in voga in quegli anni quali Body Art e Conceptual Art...
Non cambia però l'interesse per l'elemento umano, che se al liceo viene vissuto in chiave prevalentemente oggettivo anatomico, con l'accademia la ricerca si sposta sul soggetto, sul carattere e le sue implicazioni psicologiche. La "fusione " delle due esperienze determina a partire 1980 (anno dei ritorno a tecniche artistiche più tradizionali) la linea che caratterizzerà anche in seguito tutta l'arte di Saturno: una pittura di forte impatto realistico, basata sul disegno e improntata al tema dei ritratto.
Il successivo decennio si connota per una costante ricerca di perfezionamento della tecnica ad olio che viene interpretata con gusto dei tutto personale che lo condurrà allo stile unico delle tavole degli anni novanta.
Nel 1993 espone per la prima volta in pubblico e pubblica il catalogo monografico "Ritratti da Saturno 1989-1992". donazione 3, per il BangladeshGentile signor/signora ####, la ringraziamo per avere aiutato l'UNICEF con la sua donazione di ### Euro effettuata in data 1/12/2007. Il suo contributo ci aiuterà a rendere ancora più efficace il nostro impegno per garantire ai bambini migliori condizioni di vita e il rispetto dei loro diritti. Anche a nome di tutti loro, grazie! Antonio Sclavi Presidente UNICEF Italia |
|
|