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    31-3-2008

    portishead a Milano

    Adesso scommetto che vi aspettiate che vi parli del concerto... in tono estasiato magari, dicendovi quanto era splandida Beth e la sua voce...
    Non so esattamento cosa mi aspettassi, forse la cosa più probabile, e cioè che pubblicizzassero molto il loro ultimo album, che si prevede una cazzata paurosa. In effetti così è stato, o almeno all'inizio del concerto, quando hanno sparato i primi 2-3 pezzi nuovi.
    Qualcuno potabile, altri anonimi, con la musica protagonista, invece della voce di lei. Altri proprio brutti.
    Poi c'è Glory Box. Subito. E Beth cambia voce. Credo che riesca a riprodurre 3 voci diverse. Quella acida, dell'inizio di Glory Box per indenderci; quella melodica, che ha in quasi tutto il suo album da solista; e quella rauca, forte e disperata, che ha nella fine di Sour Times... Come cazzo faccia, non ne ho idea. Sembrano tre cantanti diverse.
    Lei è piccola, quasi un nanetto. Magrolina. Con i capelli che le ricadono sul volto. Non dice niente. Col pubblico non parla. Arriva, e come prima cosa prende la birra e beve. Poi beve anche l'acqua, si vede che la birra ha un saporaccio. Non saluta. Poi inizia la musica, e lei si gira di spalle. Quando non canta, è sempre di spalle al pubblico.
    Poi tocca a lei, si rigira, prende il microfono con entrambe le mani e attacca. E lì puoi solo andare in delirio.
    Alla fine suonano un'ora e mezza abbondandante. 18 pezzi credo, e solo un terzo nuovi. Fanno tutti i maggiori successi, moltissimi di quelli dell'album live.
    Il concerto finisce. Beth saluta appena, sorride, si imbarazza per gli applausi, si gira di spalle. Si rigira. Saluta di nuovo. Non presenta la band, non dice niente. Va via con la seconda birra quasi finita in mano.
    Ecco, tutto qui. Semplice semplice. Intenso, ma non sovraccarico di emozioni. Un concerto per quello che è: una tizia che canta, e che mentre canta si estranea, e si vede che non è lì, ma in qualche luogo lontano. Microfono tenuto stretto tra le mani, e testa che ciondola a destra e a sinistra, a tenere il ritmo della musica. Il resto della band, che fa solo da contorno. Come se non esistessero. Come se non fossero mai stati lì.
    *A
    29-3-2008

    Nuvola Sfilacciata

    voi non sapete chi sono, cosa sono... vuoi non sapete un cazzo di me...
    un piccolo segreto: siamo a marzo, ancora per poco. Marzo di due anni fa, io non ero io. Ero Nuvola Sfilacciata. E questo blog era il seguito di un altro, che ebbe durata molto più breve ma che fu intenso e visionario.
    Tra le mie categorie preferite, c'era "daydreaming". Dove postavo i (tanti) sogni assurdi che facevo.
    Ecco, voi che ne sapete... quando chiusi il blog, decisi prima di salvarlo. Conservai tutti i post. Ecco, godetevene uno di marzo... è un po' lunghetto, ma vale la pena leggerselo.

    Sono di ritorno da non so dove, a piedi verso casa mia. Passo davanti alla mia ex scuola elementare, e dopo pochi metri incrocio una ragazzina che fa un commento sprezzante sulla gente vicino alla scuola. Mi guarda e dice: “Tu probabilmente non ci hai a che fare con quella gente, non sai nemmeno di cosa parlo”.
    Sorrido, camminiamo un po’ assieme, dico: “veramente io andavo in quella scuola lì, da ragazzino”.
    “Ah sì?” fa lei, ha l’aria sorpresa. Ha forse quindici o sedici anni, ma nel mio sogno, lei esce da una scuola elementare. E’ una tipa dai capelli corti e ha degli occhi interessanti, uno sguardo attento e critico.
    Passeggiamo e presto la strada diventa tortuosa, c’è come una salita di terreno in cui si sprofonda un po’.
    Io la passo a balzi, sono alto e abbastanza agile. Lei ha uno zaino pesante sulle spalle.
    “Ti aiuto?” dico io.

    Mi porge le mano, dice “grazie”. Ma in realtà cammina bene da sola, mi stringe la mano con affetto, piuttosto. Ovviamente lo trovo imbarazzante, e ancora di più quando la strada torna normale, ma lei non mi lascia la mano, e quando io la guardo con aria interrogativa, lei mi guarda e sorride.
    Continuiamo a passeggiare verso casa mia, siamo quasi arrivati. “Ma dove abiti?” provo a chiederle.
    “Qui vicino”, dice lei. E in effetti è proprio a due passi da casa mia. Provo a staccare la mia mano dalla sua, lei però mi trascina in un angolo riparato. Dice di seguirla e quando siamo dietro una specie di siepe mi si avvicina.
    Io mi metto a ridere e l’allontano, ma lei si avvicina con improvvisa aria sensuale. Dico: “Ma vuoi smetterla? Sei una ragazzina!”
    “Non sono una ragazzina!” Protesta lei.
    “Sì che lo sei” dico io.
    “Ho quasi diciotto anni” dice lei. Ma credo che menta, obietto che ne dimostra al massimo tredici.
    Allora si stacca, mi chiede se l’accompagno fino a casa sua. Accetto.
    Mentre passeggiamo, arriviamo davanti ad una villa. Dentro ci sono tanti ragazzini, e un uomo sulla sessantina che gioca con loro con le spade finte. Nel gioco vedo un ché di perverso, perché lui non colpisce piano, ma forte, i ragazzini si fanno male e poi lui si avvicina e li spoglia, per vedere se hanno lividi addosso.
    Ho voglia di prendere il telefono e chiamare la polizia, ma la mia amica immaginaria mi dice di lasciar perdere, che tanto non smetterà mai. Così proseguiamo.

    Finalmente arriviamo dove abita lei. E’ proprio accanto casa mia. Entriamo in una specie di cortile, ma presto invece che a casa sua, siamo proprio nella mia ex scuola.
    “Che bello, quanti ricordi!” dico io. “Chissà se ci sono ancora i miei insegnanti!”
    C’è una specie di atrio e tutti i ragazzini che vengono fuori dalle aule, è ora di uscire per loro. La mia amica mi chide se davvero da piccolo io ero tra loro, dice che non mi crede.
    “Ma certo” dico io, “anzi, ricordo pure che facevamo dei lavoretti a mano, erano molto belli”.
    “Alcuni di quelli vecchi li espongono in bacheca” dice lei.
    Così ci avviciniamo alla bacheca, e lì vedo la mia spada. E’ una spada di cartone, ma grande, tutta colorata e laccata, verde e rossa e blu (che colori del cavolo, ma ero un ragazzino quando l’avevo fatta!).
    “Davvero l’hai fatta tu?” dice lei con ammirazione.
    “Sì” rispondo orgoglioso e un po’ imbarazzato “l’ho fatta io!”
    Cerco sulla spada una mia firma, e trovo al posto di questa un enigma: c’è un disegnino di un uomo impiccato (è un gioco che si fa, in cui uno deve indovinare una parola e ha un numero limitato di possibilità, ma mano che sbaglia le lettere rischia di essere impiccato) e accanto una parola semi-illegibile, ma che io capisco benissimo: è una dichiarazione d’amore, credo sia per Vanessa (che poi alle elementari non conoscevo affatto, ma questo nel sogno mi sorprende solo un pochino).
    Mi commuovo, per quel lavoro che ho fatto, e un po’ mi secca il fatto che venga esposto così,che tutti possano guardarlo e toccarlo e rovinarlo.
    Alla fine esco dalla scuola e vado pensieroso verso casa mia. Ma proprio all’uscita, adagiato a terra, c’è un boa (o un pitone, boh...) enorme che dorme. Sembra vecchio e malato, e del tutto innocuo, ma un po’ mi fa paura lo stesso.
    Soprattutto ho paura del fatto che ci siano ragazzini in giro, e che lui possa inghiottirli, stritolarli.


    Beh, a dire il vero il sogno continua, ma questa è la parte più interessante: poi diventa visionario, con il boa che diventa una specie di drago e si scatena per le strade. C’è pure uno scimmione che lotta col drago, e io che non so come finisco nella zuffa (e ti pareva!)
    Lotto contro lo scimmione, ma presto mi rendo conto che in realtà trattasi di Bruce Banner trasformato in Hulk (non scherzo!!!!) e allora mentre lottiamo e ci meniamo di brutto, io cerco di farlo calmare perché così torna normale…


    adesso: please se c’è qualche psicologo online (Miki, Carmela, … che ne so…) ho bisogno di farmi curare? Io so interpretare i sogni di solito (davvero, con tutte le letture che ho fatto sono anche bravino a capire cosa c’è sotto…) e devo dire che l’interpretazione di questo mio, mi lascia sgomento, per cui NON la riporto :- ))) Per altre funamboliche avventuare nei miei sogni, guardate i post della categoria “daydremer”

    Nuvola

    27-3-2008

    1-5

    credo che il primo capitolo si chiuda qui.
    per la trottolina sentimentale: il cd è ancora vergine, sto aspettando un momento topico per metterlo su, tanto già immagino il genere...
    *A

    obsession

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    Avete mai avuto un'ossessione? Io sì, alcune.
    Tutti pensano di averle avute, ma le ossessioni sono orribili. Non si tratta di cose di cui ti liberi facilmente.
    Da piccolino, avevo l'ossessione dei licantropi: ne vedevo ovunque, anche in casa.
    Poi ho avuto l'ossessione per il mio aspetto, beh ora ne ho ancora qualche residuo... quella mi portò alla quasi anoressia per un'anno forse.
    Ieri ho visto 23: che film orribile. L'ossessione per un numero, ma si può pensare ad una cosa più cretina? Per non parlare dello scopiazzamento con pi greco.
    Comunque ho riascoltato volentieri un pezzo che non ascoltavo da tempo, che descrive invece benino l'ossessione per la presenza fisica di un'altra persona. Vi lascio il testo, la musica è nel player del blog.
    Credete all'amore fisico e basta? Cioè che possa esistere una forma di dipendenza e ossessione non dai comportamenti, dai dialoghi, dal modo di essere di qualcuno, ma solo dal suo corpo? Dai suoi sorrisi, dalla forma del suo volto, dalle sue mani, dalla consistenza della sua pelle, dal suo odore, dal suo .... insomma avete capito.
    Beh, io ci credo. E credo che non sia possibile liberarsene, si continua solo a subirla. Di continuo.
    *A
     
    Don’t tell me to stop
    Tell the rain not to drop,
    Tell the wind not to blow
    Cause you said so;
    Tell me love isn’t true
    It’s just something we do,
    Tell me everything I’m not
    But don’t tell me to stop
    Tell the sun not to shine
    Not to get up this time,
    Let it fall by the way,
    Leave me where I lay;
    Tell the leaves not to turn
    But don’t tell me I’ll learn,
    Take the black off a crow
    But don’t tell me to go
    Tell the bed not to lay
    Like the mouth of a grave,
    Not to stare up at me
    Like a calf on its knees;
    Tell me love isn’t true
    It’s just something we do,
    Tell me everything I’m not
    But don’t tell me to stop
    "Stop" - Joe Henry
    23-3-2008

    1-4

    credo che domani farò una lunga passeggiata sul nulla...
    spero di poter correre, spero di poter saltare, spero di poter scrivere un po'.
    E' così che immaginavo la vita qualche anno fa, e mi fa strano che oggi mi faccia strano, questa immobile e tranquilla solitudine.
    Eccovi il quarto pezzetto:
    *A
     

    playlist, chat e quant'altro..

    Sempre per festeggiare il compleanno del blog, oggi ho fatto un po' di restauro:
    - aggiunta un'altra playlist online, visto che dalla chiusura di webjay ero rimasto orfano della playlist. La playlist si fa in pochi minuti, di siti che la offrono a gratìs ce ne sono diversi: io ho scelto per voi bambini "playlist.com" ma col cavolo che vi dò le istruzioni su come utilizzarla... siete ignoranti e non vi meritate niente ;) ma non è difficile, se sapete mettere filmati sul blog con l'html personalizzato. Create la playlist sul sito segnalato, mi raccomando provate prima le canzoni perchè a volte non funziano... e poi fate "generate code" e poi inserite. Semplice e indolore...
    - ho anche aggiunto una chat, o meglio una cazzata di box per lasciare msg anonimi velocemente, senza che siano associati ad un utente o ad un intervento, e senza fare il log in su msn soprattutto. Si crea in 2 secondi, senza fare registrazioni né niente... non ho ancora capito bene come funzioni boh...Ad ogni buon conto, siccome non mi scrive nessuno, credo la toglierò presto presto dalla tristezza per la mancanza di commenti, o in alternativa assumerò personalità multiple e me li lascerò da solo
    - ho anche fatto un po' di spostamenti di moduli... insomma enjoy, come si dice...
    *A
     
    19-3-2008

    1-3

    Ho ascoltato di nuovo machine gun.
    Non so... non mi convince. Troppo limpida la voce di lei, meno biascicata di come è negli altri album. E la base non convince...
    Ma che importa... ha più di venti brani con cui commuovermi sicuramente, e i nuovi non contano più di tanto... fine mese è vicino, poi saprò dirvi...
    Intanto, pubblico un altro pezzetto di roba mia:
    http://cid-028132173e238f64.skydrive.live.com/self.aspx/novel/1-3.pdf
    Rileggerlo mi fa uno strano effetto, ma al contrario di prima, l'idea di scrivere ancora non mi dispiace. Peccato per il tempo, davvero... il lavoro mi smonta, e appena posso sono in palestra, e quando non vado in palestra c'è House che non posso perdere, o qualche uscita spuria, o altro.
    Ma domani è l'ultimo giorno, fino a fine mese almeno.
    A Bari, di tempo ce ne sarà. A casa c'è tranquillità e silenzio, anche troppo. Per scrivere, è perfetto.
    Per pensare al nulla, anche.
    *A
    ----------------
    Brano corrente: The Doors - We Could Be So Good Together
    via FoxyTunes   

    dead dreams

    credo che tra i tanti modi possibili di giudicare una persona, possa rientrare lo sfondo del desktop del suo pc...
    il mio ha sempre sfondo viola, e l'immagine cambia di settimana in settimana. Ecco quella  che comprare da qualche giorno:
    *A

    dead dreams
    14-3-2008

    1-2

    Avete mai acquistato la prima uscita di una di quelle raccolte che vendono in edicola, del tipo "pc facile" oppure "tutte le pipe (o era pippe?) del mondo" o che ne so io?
    Ecco, la prima uscita contiene i primi 2-3 pezzi in offerta, serve a creare aspettativa, anche se poi si finisce sempre per tradirla.
    Tutto questo per dire, eccovi il secondo paragrafo:
    Vediamo... un update dei miei spostamenti:
    - domani e dopodomani sono a pisa
    - dal giorno dopo, a torino
    - dal venerdì successivo, a bari
    - dopo 10 gg, a torino
    - dopo 10 gg, a bari
    - dopo 3 gg, a torino
    - dopo 20 gg, in slovenia (ma prima passo per milano, e forse per venezia)
     
    poi chissà.... bello, mi piace... una trottola impazzita, o un pazzo che trottola in giro alla ricerca di quello che non vuole perdere...
    *A
    13-3-2008

    1-1

    Non mi sono dimenticato, e benchè il momento non sia proprio dei migliori, ecco online il primo paragrafo del primo capitolo.
    Non lo so ancora, con che frequenza pubblicherò gli altri, e non so nemmeno se continuerò a farlo.
    Ma visto che raggiungo le 50 visite al giorno, devo ancora capire di chi oltre quelli che cercano su google cose assurde, magari qualcuno leggerà volentieri.
    Enjoy,
    *A
    11-3-2008

    maledetto...

    ... maledetto marzo bisestile.
    Sapevo che saresti arrivato ed eccoti lì.
    Ora la casa ha un dolce profumo di fiori, un dolce profumo di morte.
    Ti sei portato via il cane, ma no... non ti bastava...
    E' difficile cercare di restare a galla.
    E' impossibile non accarezzare la speranza di lasciarsi andare. Eppure non lo faccio.
    Tra breve la casa sarà terribilmente vuota. Ho un peso acido nello stomaco e la sensazione lieve di stordimento per non dormire dall'altro ieri e per aver viaggiato tutta la notte.
    Adesso però non c'è tempo di riposare. Ancora no.
    *A

    3-3-2008

    pazienza...

    Mi piacerebbe davvero conoscere colei (non credo sia un colui, chissà perchè...) che dopo aver cercato il nome di vani su google alle 2,40 del mattino, s'è fatta im giro di 40 min sul blog, guardandosi tutto quello che ho scritto dal 2006 ad oggi, mese per mese...
    Non fraintendete, volevo solo farle i complimenti per la pazienza, davvero...
    *A
    ----------------
    Brano corrente: Counting Crows - Goodnight Elisabeth
    via FoxyTunes   

    2-3-2008

    ...

    shaqy e dante

     
    ciao Shaqy, ti voglio bene.
    *A

    due prematuri mai venuti alla luce

    Photobucket

     
    Eccoci, siamo a marzo.
    Marzo smarzolino, marzo pazzerello, marzo come marzo 1996 di quel fottutissimo anno bisestile... marzo come marzo 2001 e la fine di una storia, marzo come marzo 2006 e l'apertura di questo blog, tra rabbia e rassegnazione, lacrime e dolore e piacere e desiderio forte di rinascita.
    Marzo... come marzo 2008, e guarda caso anche questo forse lo ricorderò bene... anche stavolta il pugno nello stomaco è in arrivo.
    Ma non pensiamoci, suvvia... pensiamo al compleanno del blog, che sta resistendo dopo gli altri 3 che sono stati cancellati forse un po' troppo frettolosamente.
    E poi, questo porta il nome di un altro blog, quel souls-shadows che doveva segnare qualcosa di importante, e che fu chiuso solo perchè pensavo che quel segno fosse arrivato con straordinaria velocità, per poi scoprire che non bisogna mai dare per scontato quello che senti dentro, e meno che mai quello che possono sentire gli altri.
    Adesso, bisogna fare qualcosa per questo compleanno...
    e io un'idea ce l'avrei in realtà, un'idea che coinvolge due storie che stavo raccontando e che sono state interrotte.
    Una, riguarda l'ingenuità e la semplice spontaneità che mi avvolgeva come bambagia profumata fino a qualche anno fa.
    L'altra, riguarda il dolore profondo per la perdita di qualcuno, che forse era solo dolore per la supposta perdita di qualcosa dentro di me, che invece gratta gratta potrebbe ancora essere lì...
    Lo so che non sono chiaro, ma se il blog si chiama così ci sarà pure una ragione.
    Quindi due storie, tutt'e due incominciate e lasciate a metà. Tutt'e due spezzate per la stessa ragione: se vivi qualcosa di importante, non ti va molto di parlare di altre cose importanti. Discuti più volentieri del profumo dell'aria al mattino...
    Adesso mi pare il momento sia buono, per dedicare un po' di spazio a queste storie... si ma con quale comincio?
    Un saggio disse "ricominciare dall'inizio non è mai così facile come ricominciare dall'ultima cosa". Bene, allora ricomincio dall'ultima storia, la seconda.
    Quella storia di cui se non ricordo male pubblicai qualcosina già su questo blog... era un pezzo un po'... ehm... sensuale diciamo, ma dato che non era mia intenzione scrivere un romanzo erotico, direi che possiamo pubblicarla un po' dall'inizio, ma che soprattuttuo possiamo spendere un po' del tempo libero che mi rimane, ad aggiustarla, a rivederla, a renderla se possibile gradevole.
    Magari la finisco, magari... e la pubblico tutta qui... sarebbe un buon momento per chiudere il blog, subito dopo.
    Buona vita a tutti,
    *A
    1-3-2008

    ...

    all'improvviso tutto diventa scuro.
    e devi stringere i pugni.
    vorrei essere lì con te, per farti sentire che non lotti solo.
    che non importa, se proprio non ce la fai.
    che capita a tutti, prima o poi.
    che quanto sei stato importante, non potrai mai capirlo, ma dopotutto non importa.
    dopotutto, siamo solo di passaggio.
    solo di passaggio.
    *A

     
    *