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    29-5-2007

    message in the bottle

    Domani il colloquio.
    Se mi prendono, devo dire bye bye a questa città.
    Se no, devo aspettare.
    Intanto elimino, con sempre più facilità…
    Mi basta pochissimo, per dire ciao e cancellare un’immagine. Anche se era di speranza e di affetto. Anche se prometteva. Anche se...


    Poco fa mi si è rotta questa bottiglia di vetro che mi fu data 8 anni fa. Lei mi disse “ti scrivo un messaggio, che se vuoi leggere ti costerà rompere un regalo che ti faccio”.
    “non lo leggerò mai” le risposi tranquillamente. Ma Dante è tremendo, e così dopo otto anni la bottiglia è andata in frantumi. Dentro il messaggio, scritto su carta fatta a mano con un profumo fortissimo di fiori secchi e incenso. “PER SEMPRE”, pensavo non esistesse che nelle fantasie più perverse di amori da quattro soldi. Suona come un’ossessione senza tempo. 

    *

    21-5-2007

    downbound train

    Oggi è un giorno un po’ amaro. Uno di quei giorni in cui preferisci buttarti negli impegni, che affrontare i pensieri.
    In effetti non è solo oggi, solo che oggi lo sento particolarmente nello stomaco.
    Metto su un cd di Springsteen, per vedere se mi rallegra ma non mi rallegra affatto. Però non lo tolgo. Oggi non voglio pensare, oggi pensare peggiora solo le cose.
    E’ un periodo un po’ così, che niente sembra girare per il verso giusto… un periodo in cui quello che vuoi una volta tanto ha una forma definita, ma è terribilmente difficile da raggiungere.
    Quanto mi mancano i tempi in cui mi pareva tutto così facile! Mi chiedo cosa sia cambiato… adesso che devo continuamente dimostrare qualcosa a me stesso. Adesso che i sospiri profondi hanno sostituito i respiri lievi. Adesso che non galleggio più… che mi muovo pesante e distratto.
    Una volta potevo cogliere con uno sguardo così tanti dettagli, da rimanere ore a pensarci. E adesso devo sforzarmi per capire le persone, e comunque non sono sicuro di capire.
    Oggi è una giornata instabile. Le cose attorno non vanno a posto, ed ecco, c’è questo pezzo di Bruce che mi pare faccia al caso… un po’ malinconico un po’ nostalgico, un po’ inquieto un po’ arreso, un po’ … così…

    I had a job, I had a girl
    I had something going mister in this world
    I got laid off down at the lumber yard
    Our love went bad, times got hard
    Now I work down at the carwash
    Where all it ever does is rain
    Don't you feel like you're a rider on a downbound train

    She just said "Joe I gotta go
    We had it once we ain't got it any more"
    She packed her bags left me behind
    She bought a ticket on the Central Line
    Nights as I sleep, I hear that whistle whining
    I feel her kiss in the misty rain
    And I feel like I'm a rider on a downbound train

    Last night I heard your voice
    You were crying, crying,
    You were so alone
    You said your love had never died
    You were waiting for me at home
    Put on my jacket, I ran through the woods
    I ran till I thought my chest would explode
    There in the clearing, beyond the highway
    In the moonlight, our wedding house shone
    I rushed through the yard, I burst through the front door
    My head pounding hard, up the stairs I climbed
    The room was dark, our bed was empty
    Then I heard that long whistle whine
    And I dropped to my knees, hung my head and cried

    Now I swing a sledge hammer on a railroad gang
    Knocking down them cross ties, working in the rain
    Now don't it feel like you're a rider on a downbound

    DOWNBOUND TRAIN – Bruce Springsteen

    14-5-2007

    in-quieto

    Inquietudine… è una parola a cui associo un sentimento, uno stato d’animo.
    Per molti, è una parola a cui si associa un significato negativo… ma non per me. Per me, è una parola di vita. Inquieto, perché così mi ricordo di essere vivo.
    Quella lieve ansia, quella tensione che ti logora piano lo stomaco. Quel senso di vuoto, quando tutto attorno perde significato, e la tua vita è focalizzata su una sola cosa.
    Al contrario, l’equilibrio di forze che contraddistingue la vita di tutti, mi fa star male. Io in equilibrio non ci so stare. Mi piace l’estrema sensibilità con cui reagisco agli eventi di poco conto, e la mia assoluta indifferenza verso altro. Questo atteggiamento un po’ schizofrenico alla vita, non me lo spiego ma una ragione deve pur esserci.
    La sera nel letto mi lascio prendere da strani pensieri: è come se camminassi lentamente verso un limite, ma non me ne rendessi conto, che nei pochi momenti di inquietudine. Ecco perché mi piacciono, ecco perché adesso che ne vivo uno, sono tuttavia tranquillo e rilassato. Perché mi riconosco. Perché mi vedo. Perchè apro gli occhi.
    Non è facile, guardarsi dal di fuori e riconoscersi. Ma quando riesco, mi pare di essere davvero quello che voglio. Forse per questo mi sento inquieto, è come se per un po’ mi venga concesso di decidere in piena libertà, e si sa che la libertà fa paura.
    Al senso di inquietudine poi, si accompagna quello di solitudine. Anche in questo caso, non si tratta di un sentimento negativo. La solitudine, è la conseguenza di qualcosa di cui mi sono convinto nel corso degli ultimi 30anni, e cioè che la comunicazione tra le persone, avvenga molto più intensamente quando è priva della quotidianità e della vicinanza fisica. Non tra tutti, ovviamente. Tra alcune persone.
    Non le ho scelte, queste persone. Semplicemente le ho incontrate. E quasi tutte sono lontane. A volte mi dispiace terribilmente, altre… ringrazio che sia così.
    A volte mi pare di avvertirle vicino. Mi pare che mi stiano dicendo qualcosa, e mi sforzo di capirlo. Mi immagino un sorriso, un gesto. Sento un odore che mi proietta indietro. Mi immagino uno sguardo nel vuoto. Mi immagino, e mi sento stupido.
    Oppure sogno, e mi convinco che ci sia un significato.
    Una volta, avevo nel blog tutta una categoria dedicata ai sogni. Adesso non più. Non riesco più a sognare tanto spesso come in passato. Non riesco più a vedere tanto spesso come prima.
    Ma adesso vedo e sento. Non sono cose proprio belle. Ma vedo e sento. Non riesco a gioirne e non riesco a rattristarmi.

    *

    13-5-2007

    noia

    Nelle mie letture parallele di libri e testi, oggi segno la fine del libro di Fromm sulle tendenze biofile e necrofile, nonché quello di Hesse, Narciso e Boccadoro. Hanno diversi punti in comune, devo dire… La lista sul comodino si assottiglia, mi rimane questo “Rimedio polivalente per la consolazione dalla noia”… raccolta di racconti regalatami da poco.
    Mi viene in mente una citazione che ho riletto ieri tra la noia degli intermezzi idioti di cabaret tra un gruppo e l’altro del concerto: “Solo le persone noiose si annoiano. Devono pungolarsi in continuazione per sentirsi vive”
    Anche se adoro il caro Charles, devo dire che non mi trovo d’accordo. Sono le persone interessanti ad annoiarsi in presenza di altri, perché vivono male la privazione della compagnia di se stessi. Non mi pesa stare ore in un treno, in viaggio, a pensare a delle cose, a leggere, sognare, scrivere appunti di cose che poi non svilupperò mai, guardare i dettagli attorno… magari potessi comunicare tutte queste cose a qualcuno diverso da me.
    Avere accanto chi non saprebbe apprezzarle, e che magari ti impedisce anche di viverle, è di una noia estrema. Volermi bene, include a volte il fatto di saper rinunciare a persone così.

    *

    11-5-2007

    riflessi e riflessioni

    Nell’aria c’è profumo di fiori secchi
    Riconosco al tatto i petali rugosi
    Che si frantumano e galleggiano
    Saturano l’aria di colore

    Il riposo m’inganna
    Mi snerva questa finzione di aria leggera
    Questo prato morto in cui passeggio solo

    La vita che lentamente
    Gocciola dalla fronte stanca
    Da un corpo senza affanno evapora
    Rendendo tutto ancora
    Immobile e indolente

    Ho desiderio di cadere
    Di rompere in cocci taglienti
    Vasi antichi ricolmi di terra
    Broccati da mani ignote

    La perdita non mi spaventa più
    Non riesco a rattristarmi
    Per una resa senza scampo
    Per una vita senza tempo

    *

    6-5-2007

    on air: 0, damien rice

    …non tutti i cuori riescono perfetti, alcuni, devono accontentarsi di splendide approssimazioni…

    Trecentosessantacinque giorni. Pressappoco.
    Maggio 2006 – Maggio 2007
    Se ci penso, sarebbe una data utili per segnare un punto, lasciare questo blog a mo di monumento dimenticato ed inaugurarne un altro.
    Ma ancora non sono pronto ad inaugurarne un altro. E fretta non ne ho.
    E sono legato alle cose scritte in questo, al nome, a tutti i singoli momenti in cui l’ho aperto per metterci su un pezzo di qualcosa, pur non avendo chiara l’idea di cosa fosse.
    Ora ascolto masochisticamente le note sottili e il tono di voce acuto di un passato che non si scolla, che probabilmente non si scollerà. Ora che so ancora riconoscermi. Che l’equilibrio e l’armonia di movimenti mi tengono saldo a terra, mi fanno saltare sicuro di non cadere.
    Non posso fare a meno di chiedermi il senso. Nemmeno Fromm con le sue teorie mi convince che guardarsi sempre all’indietro, amare i toni scuri, infliggere e subire sofferenze, sono sintomi di personalità particolari che si attraggono tra loro, legate alla morte più che alla vita.
    Non può e non deve essere così semplice.
    Io amo la vita come amo chi la rappresenta in pieno, coi suoi toni eccezionalmente alti e bassi, coi suoi colpi duri e le gioie immense che regala. Proprio non saprei amare altro che questo, tutto il resto… mi sembrerebbe una versione attutita e plastificata, insapore a tal punto da lasciarmi dentro il solo desiderio di morire di stenti, piuttosto.
    Auguri. A me, e a chi si sente vicino.

    *

    4-5-2007

    spiederman 3 spoiler

    Consiglio a tutti, indiscriminatamente, di andare a vedere “Spiderman 3”, la vendetta di Peter…è straordinario… cioè, il film è noiosetto e scontatissimo, ma le lezioni di vita che dà, sono fantastiche… Immaginate…
    ….
    Immaginate di essere un NERD, un SECCHIONE… un tipo che non ha mai visto prima una donna. Ecco, durante uno dei vostri giorni fortunati, potreste incontrare una ragazza che somiglia a Kirsten Dunst che all’inizio vi caga, come è ovvio, poi voi diventate SPIDERMAN, e cioè una creatura che si contorce in tutte le posizioni e su muove come un fulmine e ha una resistenza che pare non accusare fatica e soprattutto… NON SUDA MAI, nemmeno una goccia in quella cazzo di tuta di lattice colorato… e allora sì, stimolate i sogni erotici di lei che si innamora finalmente.
    Ma…
    ….
    (e qui scatta la lezione di vita)
    Dato che la vita è DURA (per chi ha un po’ di verdura, come scrive Benni giustamente….) ecco che: 1. un energumeno di sabbia si mette in test anche voi volete impedirgli di rendere felice sua figlia malata con tanto di stampella
    2. un lucertolone nero pece coi vostri stessi poteri vuole farvi il culatello a strisce
    3. siete ossessionati dalla vostra parte oscura, che vi fa comportare pericolosamente come Jim Carrie in “The Mask”, specialmente quando ballate
    4. il vostro migliore amico ha deciso che vi vuole ammazzare per onorare la memoria del padre psicotico, per cui si costruisce uno skateboard futuristico volante e si riempie le tasche di palle magiche esplosive
    5. la vostra fidanzata ha deciso che i numeri a letto non le bastano più, e fa un pensierino sul vostro migliore amico psicotico
    6. voi, che oltre all’agilità mostrate anche il cervello di un ragnetto, il giorno prima di chiederle di sposarvi, baciate un’altra… e badate bene… non un bacio QUALSIASI, un bacio carpiato rovesciato, “il nostro bacio!!!” dice giustamente lei, e ha ragione!

    Lasciatemi dire: GRANDE lezione di vita. Più di questo, altro non c’è che lui, il mitico: GIOVANNI BIVONA… e godetevelo pure!
    (grazie che ho bevuto)

     
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