Profiel van SoulSSouls-ShadowsFoto'sWeblogLijsten Extra Help

Weblog


    28-6-2007

    Peter I need you to hold my ears!

      

    Questa è in assoluto tra le cose più divertenti che abbia visto negli ultimi anni, e la lascio qui come una chicca per chi sono sicuro saprà gustarsela :)

    *

    l'insetto

    Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

    Poi non venite a dirmi che non fa bene prendersi poco sul serio…
    Per me è un periodo così, in cui non mi prendo per niente sul serio.
    Sul lavoro mi annoio e sbadiglio, e non ho nessuna voglia di giocare con le competizioni.
    Faccio finta di non vedere le relazioni private che diventano sempre più sottili e sempre più evanescenti. Faccio finta di non preoccuparmi. Di non prendermela.
    Sono al di là di un muro, anche con chi dovrebbe o potrebbe o avrebbe titolo ad oltrepassarlo.
    Non ho voglia di rimanere deluso. Non ho voglia di piangermi addosso. Non ho voglia di illudermi di niente.
    Penso che la vita sia diventata semplice da vivere. All’improvviso mi lascio andare, cado nel vuoto. Dev’essere così per qualcuno che decide di smettere di vivere.
    Prima smetti di valorizzarti. Poi smetti di provarci. Poi smetti di illuderti.
    Alla fine, il passo verso il nulla non ti pare poi così difficile.

    Ma non è così per me. Lo so che risalirò. So già che alla prima sfida, prenderò in mano tutto quello che ho attorno e comincerò ad intrecciarlo annodarlo e disincastrarlo fino a dargli la forma che voglio.
    Ma per ora, mi chiedo a cosa serva combattere. Per chi? Per cosa?
    Sono un perfetto prodotto della società. Una pralina di cioccolato con dentro un insetto in un bozzolo che cresce. Che prima o poi uscirà. Che mangerà la pralina e si guarderà attorno un po’ disgustato dal sapore dolce e un po’ voglioso di nutrirsi di quello per cui è venuto al mondo.

    Tu, che sei piccola e indifesa, non puoi e non devi capire tutto questo. Non mi va di spiegarlo. Non mi va di mostrarlo. Non mi va di essere capito.
    Immagina che io sia uno schifoso cioccolatino da supermarket. Uno qualsiasi, di quelli che ti lasciano solo il ricordo di un brufolo. Ma che è tanto buono e tanto dolce.
    Immagina solo questo, ti prego. Che sono stanco di essere maledettamente insetto.
    Sono stanco, ma non ci posso rinunciare.

    *

    24-6-2007

    dicotomie

    (le immagini del passato, tornano presenti perchè la vita è sempre un circolo... solo che il cerchio a volte si allarga, altre si stringe... l'importante è cambiare direzione di tanto in tanto)

    Dopotutto, è bello sapere che ci sei…
    Non importa quanto debole io diventi. E’ bello vederti così forte e deciso.
    Non importa se temo gli attacchi e le sconfitte. E’ bello guardarti schivare e assorbire i colpi al posto mio. Non importa se mi lascio prendere dalle tenerezze e dai rimpianti. E’ sempre bello quando colpisci netto e deciso. E quando non ti volti a guardare. Nessuno, se non me.
    E ti adoro nella tua veste seria, adoro il modo sprezzante che hai di guardare alle cose.
    Solo io posso farti del male, non credere che non lo sappia. Solo io, so farti tremare. Solo io posso tenerti a bada.
    E’ un paradosso, lo so. Come tutto.
    Ancora oggi hai riso di me. Ancora oggi hai temuto per me. Ancora oggi ho bisogno di te.
    E tu di me, che solo accanto a me ti senti libero e leggero.

    *

    piccole iene annoiate nel torrido weekend barese

     
    L'autista che ti guida
    Ha una sola mano
    Ma vede ciò che credi invisibile
    Nel tuo piccolo mondo
    Fra piccole iene
    Anche il sole sorge
    Solo se conviene
    Fra piccole iene
    Solo se conviene
    Mia piccola iena
    Solo se conviene
    L'amore rende soli
    Ma è ben più doloroso
    Se per nemici e amici
    Non sei più pericoloso
    La testa è così piena
    Che non pensi più
    Ti si aprono le gambe oppure
    Le hai aperte tu
    Aiutami a trovare
    Qualcosa di pulito
    Uccidi ma non vuoi morire
    Uccidi ma non vuoi morire
    Fra piccole iene
    Solo se conviene
    Mia piccola iena
    Solo se conviene
    Non puoi scordare dove
    Son state le tue labbra
    Sai già come sarà
    Ma non sai più chi sei
    La testa è così piena
    Non riesci più a pensare
    Che anche senza te
    Si possa ancora respirare
    Quello che hai appena fatto
    Ti ha fatto stare meglio
    Chi uccide poi non vuol morire
    Uccidi ma non vuoi morire
    Fra piccole iene
    Solo se conviene
    Fra piccole iene
    Solo se conviene
    Mia piccola iena
    Solo se conviene
    Mia piccola iena
    Solo se conviene
    21-6-2007

    qualche frammento...

    questo genere di post, una volta in qualche blog precedente, l'avrei fatto rientrare nella categoria "frammenti D", il famoso diario romanzato a cui tanto tengo, ma che ormai non pubblico più, non mi pare il caso...

    _____________________

     

    "Penso a lei con una certa intensità, e la cosa mi preoccupa.

    All’improvviso, è come se i piccoli traguardi della vita quotidiana abbiano perso importanza. Anzi, è come se non esistessero affatto.

    Vivere con l’idea fissa di qualcuno accanto che non ti è accanto è come attendere un treno sul binario sbagliato: non è saggio, ma se si ha pazienza, chissà che un giorno il binario non diventi quello giusto. Chi ha visto Ghost World, ricorderà la scena della fermata dell’autobus che non passa più di lì, e la risposta convinta del vecchio “signorina, lei non sa di cosa sta parlando”.

    L’attesa,  il momento più intenso di qualsiasi cosa…

    A volte, mi sembra di avere la capacità di predire i miei sentimenti, o addirittura quelli degli altri. O forse più semplicemente, riesco ad influenzarli in qualche maniera.

    Immagino che succeda a tutti dopo una certa età di pensare di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. A me succede di continuo, e non posso continuare a correre da un binario all’altro nella tenue speranza di essere abbastanza veloce come un tempo. Preferisco aspettare.

    Che l’attesa, vale la pena godersela… che tutto il resto, scende liquido e limpido, e non lascia quello stesso retrogusto agrodolce…"

     

    *

    16-6-2007

    La Sconosciuta

    Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

    Ieri sera in treno ho visto l’ennesima persona, l’ennesima ragazza, di quelle che guardi e pensi che ti piace tanto così com’è. Non perfetta, e se vogliamo nemmeno bellissima. Ma coi gesti, i modi di fare, il tono di voce e tutto il resto… esattamente come l’immagini.
    Non ci ho scambiato una parola. Abbiamo fatto il viaggio intero seduti accanto. Di notte, la sua testa poggiata a pochi centimetri dalla mia sul lato opposto dello stesso poggiatesta, mi stranisce pensare che stendendo le dita della mano, toccherei la sua. Dorme forse, o forse no. Io no. Non ci riesco.
    Penso solo a quanto sia strano, ricevere le vibrazioni di qualcuno, e se sono solo cose immaginate o se magari è vero, che di qualcuno ci sono delle cose che non scorderai mai.
    Come la famosa ragazza incontrata nell’ufficio postale, che aveva sbagliato ufficio e stizzita non sapeva come raggiungere l’altro. Successe circa 10 anni fa. Era meravigliosa. Nel suo modo di innervosirsi, nei gesti imprecisi, negli occhi e nei colori e in tutto.
    Quando lo dissi a Va. lei mi diede dello stupido. Disse che avrei dovuto accompagnarla, o almeno provarci, che non importava il rischio di fare la figura del maniaco. Mi prese in giro per tantissimo tempo, “magari era la donna della tua vita, e l’hai persa per pochi secondi non spesi ad offrirle un passaggio”.
    Ci ripenso sul treno, con miss sconosciuta che dorme accanto a me. Non posso svegliarla, non posso offrirle un passaggio, non posso sfiorarla e non posso fare niente. Nemmeno un biglietto posso scriverle, perché sono così sprovveduto che ho lasciato la penna in valigia. Rovisto nel marsupio e non la trovo. Prendo un bigliettino della ditta, e con fare piuttosto maldestro glielo infilo nel libro che ha lasciato sul sedile. Lei deve accorgersi di qualcosa, perché subito dopo prende il libro e lo infila nella borsa, senza dire niente.
    Vorrei sprofondare, ma sono contento. Non vedo l’ora di chiamare Va e di dirglielo e riderci su. Si cresce anche per questo, per fare cose inutili e sciocche, che da ragazzini non si fanno, perché da ragazzini ci si prende spesso troppo sul serio.
    Domani sera riparto per Milano. Questo fine settimana, a parte la notte insonne, non sembra male. Leggere Werther mi ha fatto bene… è incredibile come certi suoi tratti siano vicini ai miei. Anch’io mi rigiro spesso nell’inutile infingardaggine per poi lamentarmi di tutto. Almeno per un weekend, non è stato così.

    *

    10-6-2007

    perdersi

    Sto finalmente leggendo il Werther.
    È strano, come l’assenza di forti passioni nella vita, sia positive che negative, spinga a non desiderare di scrivere nemmeno una riga. Anche Werther lo dice…
    Sul treno del ritorno a Bari, in questo fine settimana, a notte fonda, sporgo la testa fuori dal finestrino per annusare l’aria che finalmente profuma di fiori anche per me, dopo un mese e mezzo passato sotto tortura per via dell’allergia.
    Certe volte penso a come sarebbe stata la mia vita, se le cose non fossero andate così. Se spinto da altri dolori e da altre passioni, avessi seguito altre correnti, invece di questa razionale che mi ha portato a Milano, a lavorare con macchina, telefono, e pc aziendale. Vestito di tutto punto. Sicuro di me.
    Strano che con le qualità che hai, tu finisca per perdere la strada tanto facilmente.
    Me lo ripeto spesso. Ma che vuoi farci caro mio. Sei fatto così. Perderti e ritrovarti fa parte di te.
    Adesso vanti sicurezza. Sei tornato freddo e distaccato. Cinico come una volta.
    Ma lo sai che non durerà. Che prima o poi tornerai a battere sui tasti ogni giorno. A struggerti. A cercare un perché per ogni cosa. A non vedere altro che quello che ti fa stare male.
    “…da allora il sole, la luna e le stelle possono continuare tranquillamente il loro corso, io non so se sia giorno o notte, e tutto il mondo mi scompare d’intorno”
    Un po’ di nostalgia comunque, in quel vagone, mi ha preso allo stomaco. E quasi quasi mi lascio andare a qualcosa di cui poi mi sarei probabilmente pentito. Ma poi scuoto la testa. Mi limito ad augurarci il meglio, comunque vada.
    Sono io che vedo e sento cose che non ci sono? Come i profumi forti dei campi attorno ai binari, o le luci blu degli insetti attorno?

    *

    3-6-2007

    trasferimenti

    Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket

    ...A questo importante giorno, dedico un'importante immagine....


    Capita che un giorno ti alzi, e pensi che da domani ti cambia qualcosa.
    Non ho voglia di scrivere, non tanta.
    Da domani, vivere altrove sarà un po’ come sempre. E’ solo questa la verità.
    La verità è che il senso di inquietudine, deriva dal non essere sconvolti nemmeno da questo.
    Se qualcuno di voi dovesse passare da Milano nelle prossime settimane, lasciatemi pure un messaggio in segreteria…

    *

     
    *