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Souls-Shadows

Contrasti e Passioni

 
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Ferro 3  
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1/31/2010

indifferenza acquisita


E’ incredibile come l’importanza che diamo alle cose possa essere ingannevole.
Ascolto un cd di Morrissey che ho comprato ieri, ecco ieri era giornata di shopping. Avessi avuto abbastanza soldi, avrei comprato un appartamento. Eppure ad essere proprio onesto, ogni volta che faccio il giro delle vetrine alla ricerca di qualcosa che mi manca, non posso non ricordarmi le parole del bravo Chuck P., tutte le critiche fatte a questa società che ti fa credere di aver bisogno di più di quello che in realtà davvero ti manca. Le cose che ti mancano davvero il più delle volte sono altre.
Tutto questo per dire che giusto pochi minuti fa, il mio hard disk è volato giù dal pc e si è schiantato sul pavimento. Ogni dato è perso. Sì. E’ proprio tutto qui. Sono triste non per l’evento in sé, ma per la mia reazione di sconforto ad un evento così futile: un po’ di film e dati persi, ecco tutto.
Mi rendo conto che ho imparato col tempo e con impegno, applicando un preciso e ragionato metodo di try & error, a staccarmi da ogni cosa verso cui nel tempo ho sviluppato una certa dipendenza: vale per tutto, non faccio differenza per cose e persone. Questo è triste, ma è sempre stato così. Ogni tanto ho bisogno di sentire la lama che passa radente sulla mia pelle. A volte ci scherzo, non le conto le volte in cui un’immagine di lama è apparsa in questo spazio assieme ad ironici moniti o velate minacce rivolte a qualcuno in particolare. Tanto per dire addio con stile.
Ora, dovrei essere davvero così triste per i miei dati?
Mi godo il cd di Morrissey, quello ancora funziona. Assieme agli altri 200 riposti con cura nella mia libreria.
Lo shopping non mi serve. Non mi serve comprarmi nuove conoscenze e nuove emozioni. Non è periodo di saldi questo. I miei prezzi rimangono alti, non tutti riescono a mettere in gioco il loro equilibrio per spendere cifre così alte per avermi. E mi sta bene così. Ho imparato a rinunciare alla mediocrità, e anche se per tanto tempo in passato ho fatto finta che non sia così, adesso mi ricordo bene chi sono. Mi ricordo bene dove vado. Mi ricordo bene quello di cui ho bisogno, e cosa ancora più importante, quello che mi è completamente inutile.

--------*A--------
1/18/2010

sostantivizzabile?

pensavo oggi, che sono più poetico che poeta. più amabile che amante.
tra aggettivo e sostantivo, io sono di sicuro l'aggettivo.
e non m'importa d'essere "sostantivizzabile".
------*A--------
Now playing: Eels - I Write The B-Sides
1/15/2010

Voglio una coda blu

Oggi esce Avatar al cinema. In un certo senso non parlo mai o quasi di attualità su questo blog: è che mi piace tenerlo così sospeso nel tempo e nello spazio, in modo che possa sembrare scritto da chiunque, ovunque, in qualsiasi momento.
Ciò detto, oggi esce Avatar. Anche a me piacerebbe vederlo: la storia di un ragazzo che diventa un eroe di un videogame. In 3D poi, dev’essere una figata, ancora più realistico. Vorrei immedesimarmi anch’io come tutti, cambiare forma, colore, personalità… lottare per una causa giusta, conoscere altri personaggi straordinari. in un certo senso a pensarci bene, questa doveva essere l’idea della vita che avevo da bambino (e sono certo di non essere il solo).
Ripescando le parole che un po’ di tempo fa dissi ad una delle ormai tante mie ex-amiche (per non parlare dei miei ex-amici o ex-finti-amici): non credo che la vita di una persona si risolva nel momento in cui si sposa, sottoscrive un mutuo e mette al mondo un figlio. Ecco, so benissimo che queste tre cose sono tipicamente quelle che rendono una persona rassegnata al suo destino, quando l’eroe blu con la coda che aveva sognato di essere da bambino, rivive solo nei giochi della playstation o tra lo schermo del cinema e un paio di occhialini 3D.
Io sto pensando al mutuo, a dirla tutta. Anche se penso che in realtà forse non mi renderebbe più felice, vivere in una casa “mia” per sempre. Adesso che posso cambiarla ogni anno, posso sperare di essere diverso ogni anno. E che dire della altre due cose? Anche lì i sogni di bambino non mi aiutano. Mi sarebbe tanto piaciuto vivere in un posto caldo e semi-sperduto. Che mi moglie vendesse cestini di vimini intrecciati a mano. Io avrei potuto coltivare i campi o fare piccoli lavori di falegnameria. In altri scenari, siamo una coppia in giro per il mondo. Due manager di successo della stessa multinazionale. Non abbiamo figli né una dimora stabile, viviamo praticamente negli alberghi di mezzo mondo.
Una persona a me tanto cara, sostiene che la vita vera inizia quando abbandoni uno ad uno tutti questi sogni di videogame, e le tue priorità diventano cosa far da mangiare al bambino e quando trovare il tempo per pulire la casa a fondo. A quel punto, la persona accanto a te è soprattutto qualcuno che ti aiuta a vivere quella vita che forse tanto nemmeno volevi. Quindi gli sei grato, penso io, ma anche provi un sottile rancore nei suoi confronti.
Chissà, forse è davvero così. Non so scegliere. Preferisco andare a vedere Avatar in 3D anch’io, sublimare i miei desideri di vita normale assieme ai miei istinti di non stabilità, deliziandomi con immagini di sogni che non posso vivere, se non altro perché la playstation ancora non l’ho comprata!

*A
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Now playing: Marlene Kuntz - Retrattile

1/12/2010

This little place

E’ mattina, le prime luci dell’alba si affacciato timide al balcone. Io aspetto.
Sono come bloccato, ultimamente. Non so da quanto esattamente, non riesco a sciogliere i piccoli rancori e i piccoli timori di ogni giorno. Vivere come mi è sempre piaciuto, senza troppe domande e senza troppi indugi. Vivi e basta, lascia scorrere. Raccogli quello che puoi, ma non voltarti malinconico a guardare quello che lasci per strada, piuttosto guarda avanti per non lasciare altro. Perché tutto si perde, il problema è solo quanto in fretta. Ma non tutto si può prendere da questo viaggio.
E’ mattina, sono in ritardo. Sono sempre in ritardo da un po’. Sembra quasi che si sia rotto qualcosa nel meccanismo perfetto che mi ha regolato in quest’ultimo anno. Sembra tutto così diverso da quando la mattina mi buttavo giù dal letto con sorriso sulle labbra e la sottile speranza che qualcosa di bello mi possa accadere da un momento all’altro.
“Forse sei il congegno che si spegne da sé”
Questo era un blog un po’ deprimente, ma a me piaceva tanto così. Era un posto rappresentativo di emozioni e di pensieri che ti lasci sfuggire durante la giornata, quando le cose che devi fare e che devi dire ti obbligano a. Adesso non so bene cosa dovrebbe essere: per la prima volta forse, ho tutto il tempo che voglio durante la giornata per dar spazio e aria ad una parte di me sempre esigente anche quando messa da parte, mai arrugginita completamente. Piccolo mio spazio, sei diventato obsoleto, oppure hai trovato nuovi posti dove esprimerti.
Ma il fatto è che io ti voglio qui dove sei.
E’ nella natura delle emozioni, il fatto di essere facilmente trasmissibili, come un virus. Facilmente rivivibili, come un sogno ricorrente.
*A

1/6/2010

Time

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Tae-Suk in Ferro3 si esercita a diventare invisibile


La cosa difficile quando si cresce, è fare i conti col tempo che acquista significato, un significato che quando sei giovane tendi ad ignorare per scelta tua e quando non sei più così giovane tendi ad ignorare anche se non vorresti.
Forse aveva ragione Nice: è da pazzi credere che possiamo controllare le cose, pianificarle. Tanto vale lasciare semplicemente che scorrano, farci travolgere dal flusso.
Oggi a Torino splende il sole, sembra un buon auspicio per il nuovo anno.
Io ho la giornata di festa perfettamente pianificata: ogni ora mi vede in un posto e in una situazione. Dico di dover tirare le somme di un anno passato ad isolarmi concentrandomi proprio su quello che Nice pensava fosse una perdita di tempo: cambiare le cose attorno a me. Alla fine non ci sono riuscito, ma come risultato credo di aver cambiato me stesso, il mio modo di sentire, e quindi in un certo senso anche le cose attorno.
Ho inserito nella mia giornata tipo un po' di tempo da dedicare a questo spazio, amato e odiato. Questo spazio che mi ha visto combattere con tutte le forze contro la parte di me che più mi spaventa; ora che quella parte sembra essere sotto controllo in un angolo della mia personalità, voglio cercare di riprendere una a una tutte le cose di cui si era fatta padrona, a cominciare da questo.
Ora sono tranquillo. I tormenti sono finiti. Le incertezze restano, ma si sciolgono e si confondono in tanto altro che adesso di nuovo ho, o che di nuovo mi accorgo di avere.
Oggi a Torino splende il sole, sembra un buon auspicio per il nuovo anno.

*A

1/4/2010

i panni stesi al sole

Oggi è tempo di riprese. E' tempo di scartare le caramelle tipo rossana, quelle che fanno rumore di rami secchi che si spezzano sotto la suola della scarpa. Apri e gusta, questo sarebbe il concetto, solo non c'è gusto che non vada assaporato almeno un po' con la testa. Questione di feeling, con se stessi diciamo.
Ecco che oggi è tempo di questo. Di riprendere a conoscersi e a conoscere. Di scartare, anche solo un po'. Di immaginare i gusti e le emozioni.
Comincia tutto con questa poesia. Non cercavo lei, cercavo più che altro cose da portare via in questa seconda città, questa seconda vita. E nel posto dei ricordi, nella mia vecchia camera nella mia vecchia casa, ho trovato questo foglio gettato lì, scritto da una calligrafia che non riconosco, per questo mi incuriosisce.
E ancora più curiosa è la mia reazione alle prime righe che leggo: la reazione di qualcuno che legge quello che potrebbe aver scritto lui stesso. E poi il sorriso, perchè in effetti... quella è una mia poesia, ma la grafia è di qualcun altro. Shame on me, non riesco a capire chi, finchè non arrivo alla fine del testo.
Il tempo non scorre semplicemente: il tempo scorre, lasciando una scia sulla superficie che non si vede finchè non la guardi in controluce. Solo allora ti accorgi di quanto lunga sia la scia. Ecco, oggi è tempo (anche) di mettere tutto in controluce e di osservarlo.
Così, comincio col regalare ai posteri questa, che avrei dovuto pubblicare proprio qui un po' di anni fa...

*A
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Now playing: dEUS - Nothing Really Ends

Appendo sensazioni ad un filo tagliente
aspettando sorridente che asciughino
le pieghe e le increspature di stoffa diventano creta
prendono forme familiari e nomi di colori
che confondono le sfumature
e mi rallegro, a chiamare un verde solo "verde"
a non sapere a non volere
caratterizzare ogni singolo taglio di luce.
E' come un acquerello stinto, questo gioco di nodi
un paesaggio capovolto e rigato di lacrime
Mentre soffia deciso il vento sulle sensazioni stese
a far rumore piatto di panni bagnati che sbattono.
Ancora ci sei.
Ancora
mentre nel quadro aspetto sfilacciarsi
le forme rigate di verde. Di un verde.
Di una luce impalpabile.
Ancora mi infrango e mi sbriciolo.
Sono fatto di sabbia bagnata.
Ancora
Ma non mi importa
guardarsi da dietro lo specchio d'acqua.
Dilatato e sformato.
Senza contorni come una miope pretesa.
Non mi importa
giocare a non riconoscersi.


11/18/2009

e se...

E se riprendessi a scrivere su questo blog? Muble muble...
1/27/2009

circle of friends

Me, I'm a part of your circle of friends
and we notice you don't come around
Me, I think it all depends
on you touching ground with us.
But, I quit. I give up.
Nothing's good enough for anybody else
it seems.
And I quit. I give up.
Nothing's good enough for anybody else
it seems.

And being alone
is the best way to be.
When I'm by myself it's
the best way to be.
When I'm all alone it's
the best way to be.
When I'm by myself
nobody else can say goodbye.

Everything is temporary anyway.
When the streets are wet --
the color slip into the sky.
But I don't know why that means you and I are
- that means you and....
I quit -- I give up.
Nothin's good enough for anybody else it seems.
But I quit. I give up.
Nothing's good enough for anybody else it seems.

And being alone
is the best way to be.
When I'm by myself it's
the best way to be.
When I'm all alone it's
the best way to be.
When I'm by myself
nobody else can say...

Me, I'm a part of your circle of friends
and we notice you don't come around.

Halalalalalala
 
 
per chi volesse ascoltarla, è qui: http://www.youtube.com/watch?v=8kpxNXZCLBg
questo è l'ultimo intervento in questo blog.
vorrei dire un sacco di cose ma alla fine non lo farò. preferisco farlo da un'altra parte, un'altra parte che -chi lo volesse- può chiedermi via mail o msn.
se non mi vedete su msn, è che vi ho bloccato. voi non sapete perchè, ma non importa. non MI importa, più che altro. non sono impazzito, una ragione c'è sempre...
ne ho bloccati credo 20. d'altro canto l'avevo detto, qualche intervento fa, che non mi importava delle conseguenze, e che avrei piuttosto perso tutti. ecco, il "piuttosto" è arrivato.
qualche anno fa, non sarei stato in grado di fare una cosa simile. qualche anno fa, mantenere una promessa non mi sarebbe sembrato così importante, e soprattutto non sarei stato capace di farlo. una questione di forza d'animo, una questione di morale, una questione di tempra.
ora, sappiate che pochissime persone sono state importanti davvero nella mia vita: io concepisco l'esistenza come una missione, il fato come qualcuno che ti sussurra all'orecchio qualcosa che tu puoi tranquillamente ignorare.
potevo essere morto nel mio primo e ultimo incidente alla fine dello scorso anno. sembra che non ci pensi invece di penso.
adesso non sono più quello che ero. non sono ancora quello che fui, ma mi ci sto riavvicinando. adesso distinguo il bene dal male. e non mi importa di quanto il male sia necessario.
a 19 anni feci per la prima volta tutto questo, e anche allora la situazione era terribilmente simile. non me ne sono mai pentito.
sono così sollevato che è difficile esprimerlo a parole, anche se scritte. adesso posso finalmente tirare una riga sugli ultimi 8 anni della mia vita, e ricominciare da chi esisteva anche prima.
goodnite, goodluck
*A
1/20/2009

non importa quante ne perderò, se una volta ogni 10 anni ne guadagnerò una così…

Io dico:

today one person i knew since 2 weeks gently told me to go to hell

she doens't want to keep on seeing me and chatting with me

the girl i told you, the one of the dinner

Io dico:

do you think i'm such a terrible person?

225245296 dice:

hm. i hope u raped her at least-)

Io dico:

Io dico:

no

225245296 dice:

eh..u are disappointed darl?

hmm....i am afraid that my jelousy made some spell on u-)

Io dico:

eheheheh probably

Io dico:

she told i should weight my words

cause I offended a person she cares about

225245296 dice:

incredible... that snobbish

Io dico:

i told i don't care, cause i was just joking

she went away

225245296 dice:

darl, i have to go. u know i'll always love u, though it won't help u sove any of ur problems-(

Io dico:

don't worry

i know you love me

i do also

take care

1/15/2009

solo

stanotte eri strana, per la prima volta dopo tantissimo tempo, mi allontanavo da te.
mi dicevi “mi spiace, ma questa persona che detesti è la mia ragazza. volevo dirtelo ma non sapevo come”.
lei era bassina e coi capelli scuri a caschetto, un piercing al naso a forma di anellino.
mi guardava male e mi sorrideva, poi ti ha abbracciata. e tu pure.
così sono andato via. confuso.
ero pervaso da un senso di confusione e di mancanza, la stranezza della situazione era evidente.
lei, l’avevo conosciuta in un pub. era maleducata e piena di sé. io te l’avevo detto, e mi aspettavo che ti dispiacesse e che l’odiassi. invece tu l’amavi.
che strano.
adesso sono solo, ho pensato.
alla fine è successo, sono solo davvero.
poi mi sono svegliato, ma non sono riuscito a sorridere. era ancora tutto troppo reale.
*A
1/13/2009

Lascia(r)li andare

immagine di SinuosaMente

c’è la possibilità che si tratti solo di un sogno, che non sia vero davvero. un’immagine riflessa su un lago calmo, pronta a vibrare al vento, a disfarsi a colpi di sassi.
mi piacciono i sogni, perché solo un sogno ti rende davvero libero.
c’è la possibilità che tutto si fermi in un sogno. e si dovrebbe capire quanto sia imprigionato, come un fiore secco tra le pagine di un libro, e quanto invece sia libero.
una prigione chiamata libertà, è pure sempre una prigione?
non credo sia questione di semantica.
io sono la prigione, e i miei sentimenti sono liberi di vagare in me senza mai posarsi.
*A

1/5/2009

in bilico

A volte basta un soffio per rompere un cristallo, se pensiamo al cristallo in bilico...
Non mi sorprende che qualcosa si rompa.
Ma niente si è rotto. Si è solo piegato. Deformato, come la creta molle che si rinsalda in forme sbagliate.
Tu non lo sai, ma mai più la tua forma dentro i miei pensieri, avrà i riflessi che prima aveva.
Adesso è opaca come brillate smussato e sporco. Ma non rotta.
Tu non lo sai, e ti avvicinerai come sempre. E chissà se capirai, leggendo nelle nuove pieghe di te dentro di me.
Chissà se mai riuscirò a spiegarlo. Che sopra tutto passo. Sopra l'odio e il rancore, se necessario.
Ma mai sopra l'indifferenza. Perchè alla fine riesco ad odiare di meno, ma sono terribilmente bravo a distogliere lo sguardo.
Terribilmente.
Hello, goodbye.
*A
12/14/2008

adimensionalità del presente

DarkWasTheNight sinuosamente
DarkWasTheNight by SinuosaMente

che senso ha la pioggia, se non d'estate?
quella che batte qui adesso non ha odore e non ha colore.
sto trascurando questa specie di diario, perché vorrei tentare di concentrare tutte le emozioni e le sensazioni e i sogni e le delusioni, le angosce e le gioie improvvise, tutte le nel libro.
scrivere qui è troppo semplice: apro e mi scopro, e cento e mille sensazioni risalgono veloci dallo stomaco alla testa, e da lì si proiettano improvvise come lampi alla punta delle dita che battono sui tasti. bam bam.
ma questo spazio non sarà mai grande a sufficienza per contenere tutte le sfumature di significato di quello che sono, e io non lo rileggerò mai, e un giorno già so che mi sveglierò col solito vago peso opprimente - genere angoscia acida bruciante - e desidererò scomparire come sempre, e vorrò che anche questo spazio venga via con me.
e allora non rimarrà nulla.
ecco perché, per ora è bene cercare di concentrarmi su quello che rimane, e se devo mettere un punto, devo anche saper scrivere bene tutta la storia, prima di quel punto. perché un punto messo lì tanto per esserci non funziona. un punto non ha spazio e non esiste, se non in funzione di quello che precede e di quello che segue, sempre che segua qualcosa. un punto è il presente: intangibile, quasi inconcepibile e senza dimensioni.
quindi mettiamo pure questo punto, in modo da poter andare a scrivere con tranquillità quello che segue, se ci sarà da scriverne, ma soprattutto curiamo bene quello che precede quel punto, e da lì l'idea del libro. che poi è stato così pure in passato.
ti scrivo e ti scordo, con rapporto di causa e effetto invertito, o quanto meno incerto. una roba tipo penso dunque esisto, con quel 'dunque' che non è conseguenza di, e per dire cos'è bisogna scriverci dei libri.
scrivere allenta le tensioni. scrivere spiega, a chi e perchè, non sempre importa.
*A
12/13/2008

la terra

La terra non è un arido altipiano di salute e di agi, ma una grande femmina distesa col torso di velluto che si gonfia e grava d'onde oceaniche; geme sotto un diadema di sudore e di pena.
Nuda e sessuata rotola fra le nubi nella luce violetta delle stelle. Tutto di lei, dalle mammelle generose alle lucenti cosce, divampa di un ardore furioso.
Muove fra le stagioni e gli anni con un grande oplà che afferra il torso con furia parossistica, che scuote via dal cielo le ragnatele; sprofonda sul perno delle orbite con tremori vulcanici.
E’ come un cervo a volte, un cervo che è caduto nella fossa e attende con il cuore in tumulto che strepitino i cembi e latrino i cani.
Amore e odio, disperazione, pietà, rabbia, disgusto.
(tratto da "Tropico del Cancro" - Henry Miller)
12/7/2008

Dissolvenze

ciglia - sinuosamente

"ciglia" by SinuosaMente

La pioggia leggera
bagnato il terreno
Gli alberi piangono piano
forte il profumo d'estate
che muore
 
Finestre deluse
grigiore di luce
sospesa in silenzio
accarezza pensieri ad occhi
chiusi e immagini svanite
per sempre
 
colori pastello
che spandono gioie
passate stipate in sogni
di desideri impregnati
e sospesi nell'aria che
liquefa
emozioni sfilaccia
i colori svanisce
uno sguardo lontano
 
 

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