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Souls-Shadows

Contrasti e Passioni

 
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Ferro 3  
第 1 张,共 11 张
2009/11/18

e se...

E se riprendessi a scrivere su questo blog? Muble muble...
2009/1/27

circle of friends

Me, I'm a part of your circle of friends
and we notice you don't come around
Me, I think it all depends
on you touching ground with us.
But, I quit. I give up.
Nothing's good enough for anybody else
it seems.
And I quit. I give up.
Nothing's good enough for anybody else
it seems.

And being alone
is the best way to be.
When I'm by myself it's
the best way to be.
When I'm all alone it's
the best way to be.
When I'm by myself
nobody else can say goodbye.

Everything is temporary anyway.
When the streets are wet --
the color slip into the sky.
But I don't know why that means you and I are
- that means you and....
I quit -- I give up.
Nothin's good enough for anybody else it seems.
But I quit. I give up.
Nothing's good enough for anybody else it seems.

And being alone
is the best way to be.
When I'm by myself it's
the best way to be.
When I'm all alone it's
the best way to be.
When I'm by myself
nobody else can say...

Me, I'm a part of your circle of friends
and we notice you don't come around.

Halalalalalala
 
 
per chi volesse ascoltarla, è qui: http://www.youtube.com/watch?v=8kpxNXZCLBg
questo è l'ultimo intervento in questo blog.
vorrei dire un sacco di cose ma alla fine non lo farò. preferisco farlo da un'altra parte, un'altra parte che -chi lo volesse- può chiedermi via mail o msn.
se non mi vedete su msn, è che vi ho bloccato. voi non sapete perchè, ma non importa. non MI importa, più che altro. non sono impazzito, una ragione c'è sempre...
ne ho bloccati credo 20. d'altro canto l'avevo detto, qualche intervento fa, che non mi importava delle conseguenze, e che avrei piuttosto perso tutti. ecco, il "piuttosto" è arrivato.
qualche anno fa, non sarei stato in grado di fare una cosa simile. qualche anno fa, mantenere una promessa non mi sarebbe sembrato così importante, e soprattutto non sarei stato capace di farlo. una questione di forza d'animo, una questione di morale, una questione di tempra.
ora, sappiate che pochissime persone sono state importanti davvero nella mia vita: io concepisco l'esistenza come una missione, il fato come qualcuno che ti sussurra all'orecchio qualcosa che tu puoi tranquillamente ignorare.
potevo essere morto nel mio primo e ultimo incidente alla fine dello scorso anno. sembra che non ci pensi invece di penso.
adesso non sono più quello che ero. non sono ancora quello che fui, ma mi ci sto riavvicinando. adesso distinguo il bene dal male. e non mi importa di quanto il male sia necessario.
a 19 anni feci per la prima volta tutto questo, e anche allora la situazione era terribilmente simile. non me ne sono mai pentito.
sono così sollevato che è difficile esprimerlo a parole, anche se scritte. adesso posso finalmente tirare una riga sugli ultimi 8 anni della mia vita, e ricominciare da chi esisteva anche prima.
goodnite, goodluck
*A
2009/1/20

non importa quante ne perderò, se una volta ogni 10 anni ne guadagnerò una così…

Io dico:

today one person i knew since 2 weeks gently told me to go to hell

she doens't want to keep on seeing me and chatting with me

the girl i told you, the one of the dinner

Io dico:

do you think i'm such a terrible person?

225245296 dice:

hm. i hope u raped her at least-)

Io dico:

Io dico:

no

225245296 dice:

eh..u are disappointed darl?

hmm....i am afraid that my jelousy made some spell on u-)

Io dico:

eheheheh probably

Io dico:

she told i should weight my words

cause I offended a person she cares about

225245296 dice:

incredible... that snobbish

Io dico:

i told i don't care, cause i was just joking

she went away

225245296 dice:

darl, i have to go. u know i'll always love u, though it won't help u sove any of ur problems-(

Io dico:

don't worry

i know you love me

i do also

take care

2009/1/15

solo

stanotte eri strana, per la prima volta dopo tantissimo tempo, mi allontanavo da te.
mi dicevi “mi spiace, ma questa persona che detesti è la mia ragazza. volevo dirtelo ma non sapevo come”.
lei era bassina e coi capelli scuri a caschetto, un piercing al naso a forma di anellino.
mi guardava male e mi sorrideva, poi ti ha abbracciata. e tu pure.
così sono andato via. confuso.
ero pervaso da un senso di confusione e di mancanza, la stranezza della situazione era evidente.
lei, l’avevo conosciuta in un pub. era maleducata e piena di sé. io te l’avevo detto, e mi aspettavo che ti dispiacesse e che l’odiassi. invece tu l’amavi.
che strano.
adesso sono solo, ho pensato.
alla fine è successo, sono solo davvero.
poi mi sono svegliato, ma non sono riuscito a sorridere. era ancora tutto troppo reale.
*A
2009/1/13

Lascia(r)li andare

immagine di SinuosaMente

c’è la possibilità che si tratti solo di un sogno, che non sia vero davvero. un’immagine riflessa su un lago calmo, pronta a vibrare al vento, a disfarsi a colpi di sassi.
mi piacciono i sogni, perché solo un sogno ti rende davvero libero.
c’è la possibilità che tutto si fermi in un sogno. e si dovrebbe capire quanto sia imprigionato, come un fiore secco tra le pagine di un libro, e quanto invece sia libero.
una prigione chiamata libertà, è pure sempre una prigione?
non credo sia questione di semantica.
io sono la prigione, e i miei sentimenti sono liberi di vagare in me senza mai posarsi.
*A

2009/1/5

in bilico

A volte basta un soffio per rompere un cristallo, se pensiamo al cristallo in bilico...
Non mi sorprende che qualcosa si rompa.
Ma niente si è rotto. Si è solo piegato. Deformato, come la creta molle che si rinsalda in forme sbagliate.
Tu non lo sai, ma mai più la tua forma dentro i miei pensieri, avrà i riflessi che prima aveva.
Adesso è opaca come brillate smussato e sporco. Ma non rotta.
Tu non lo sai, e ti avvicinerai come sempre. E chissà se capirai, leggendo nelle nuove pieghe di te dentro di me.
Chissà se mai riuscirò a spiegarlo. Che sopra tutto passo. Sopra l'odio e il rancore, se necessario.
Ma mai sopra l'indifferenza. Perchè alla fine riesco ad odiare di meno, ma sono terribilmente bravo a distogliere lo sguardo.
Terribilmente.
Hello, goodbye.
*A
2008/12/14

adimensionalità del presente

DarkWasTheNight sinuosamente
DarkWasTheNight by SinuosaMente

che senso ha la pioggia, se non d'estate?
quella che batte qui adesso non ha odore e non ha colore.
sto trascurando questa specie di diario, perché vorrei tentare di concentrare tutte le emozioni e le sensazioni e i sogni e le delusioni, le angosce e le gioie improvvise, tutte le nel libro.
scrivere qui è troppo semplice: apro e mi scopro, e cento e mille sensazioni risalgono veloci dallo stomaco alla testa, e da lì si proiettano improvvise come lampi alla punta delle dita che battono sui tasti. bam bam.
ma questo spazio non sarà mai grande a sufficienza per contenere tutte le sfumature di significato di quello che sono, e io non lo rileggerò mai, e un giorno già so che mi sveglierò col solito vago peso opprimente - genere angoscia acida bruciante - e desidererò scomparire come sempre, e vorrò che anche questo spazio venga via con me.
e allora non rimarrà nulla.
ecco perché, per ora è bene cercare di concentrarmi su quello che rimane, e se devo mettere un punto, devo anche saper scrivere bene tutta la storia, prima di quel punto. perché un punto messo lì tanto per esserci non funziona. un punto non ha spazio e non esiste, se non in funzione di quello che precede e di quello che segue, sempre che segua qualcosa. un punto è il presente: intangibile, quasi inconcepibile e senza dimensioni.
quindi mettiamo pure questo punto, in modo da poter andare a scrivere con tranquillità quello che segue, se ci sarà da scriverne, ma soprattutto curiamo bene quello che precede quel punto, e da lì l'idea del libro. che poi è stato così pure in passato.
ti scrivo e ti scordo, con rapporto di causa e effetto invertito, o quanto meno incerto. una roba tipo penso dunque esisto, con quel 'dunque' che non è conseguenza di, e per dire cos'è bisogna scriverci dei libri.
scrivere allenta le tensioni. scrivere spiega, a chi e perchè, non sempre importa.
*A
2008/12/13

la terra

La terra non è un arido altipiano di salute e di agi, ma una grande femmina distesa col torso di velluto che si gonfia e grava d'onde oceaniche; geme sotto un diadema di sudore e di pena.
Nuda e sessuata rotola fra le nubi nella luce violetta delle stelle. Tutto di lei, dalle mammelle generose alle lucenti cosce, divampa di un ardore furioso.
Muove fra le stagioni e gli anni con un grande oplà che afferra il torso con furia parossistica, che scuote via dal cielo le ragnatele; sprofonda sul perno delle orbite con tremori vulcanici.
E’ come un cervo a volte, un cervo che è caduto nella fossa e attende con il cuore in tumulto che strepitino i cembi e latrino i cani.
Amore e odio, disperazione, pietà, rabbia, disgusto.
(tratto da "Tropico del Cancro" - Henry Miller)
2008/12/7

Dissolvenze

ciglia - sinuosamente

"ciglia" by SinuosaMente

La pioggia leggera
bagnato il terreno
Gli alberi piangono piano
forte il profumo d'estate
che muore
 
Finestre deluse
grigiore di luce
sospesa in silenzio
accarezza pensieri ad occhi
chiusi e immagini svanite
per sempre
 
colori pastello
che spandono gioie
passate stipate in sogni
di desideri impregnati
e sospesi nell'aria che
liquefa
emozioni sfilaccia
i colori svanisce
uno sguardo lontano
 
2008/12/2

vile

è da vigliacchi pensare che non mi accorga di come e di quanto certi tentativi siano del tutto calcolati.
mi rende solo più nervoso tutto questo. non mi intenerisce per niente.
rinuncerei a tutto pur di non rinunciare alla mia dignità.
rinuncerei agli amici e agli affetti, se è questo quello che ti preme sapere.
perchè non ho bisogno di nessuno che abbia bisogno di te.
*A
2008/11/23

Scelta

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Mi sento un po' come mi sentivo quando facevo la terza media, verso la fine dell'anno scolastico, l'inizio dell'estate.
Il mio primo isolamento volontario dal resto. Da tutto. Ore e ore passate solo in attesa della realizzazione di qualcosa che era solo nella mia testa.
In quel caso durò pochi mesi, il tempo di dire addio a tutto quello che era stato il mio mondo di preadolescente, prima di iniziare l'avventura con il nuovo. E sì, sapevo che sarebbero cambiate delle cose ma non potevo davvero immaginare quante.
Anche adesso è così: vorrei fermare il tempo. Una volta volevo tornare indietro, adesso no. Vorrei solo bloccarlo. Sono come vorrei essere, o almeno mi ci sto avvicinando, ma è tutto attorno a me ad essere sbagliato.
Fa freddo. L'aria è gelida, e non sarà facile uscire a fare la solita corsetta della domenica.
Poi c'è il film di Kim Ki Duk al film festival stasera, e non posso perderlo.
Il tempo scorre troppo veloce, mi fa paura.
Potrebbe davvero essere tutta qui, questa vita del cavolo. In cui alla fine non hai fatto nemmeno tanti errori, e ti ritrovi messo più o meno bene: sei capace di pensare e di decidere per te, e hai le tue piccole cose ma solo quelle. Perché tutto il resto ti taglia fuori.
Credo che la pelle troppo sottile, spinga molti di noi a soffrire il freddo e il caldo, ma anche a godere di piccoli stimoli e piaceri sconosciuti agli altri.
Se avessi potuto scegliere, forse avrei gradito di più le scaglie di un rettile. Vivere tutto come un gioco in cui devi seguire le regole fino a quando non ti regalano qualcosa di cui andare fiero: affetto, gratitudine, calore umano. Invece che fare la scelta opposta, e rinunciare a tante di queste cose con l'unico scopo di regalarmi una scelta, una delle poche cose che solo noi possiamo dare a noi stessi. Che è forse l'unica cosa che ancora ho, al contrario di tanti altri.
*A
----------------
Now playing: dEUS - Nothing Really Ends
via FoxyTunes   

2008/11/16

tranquillità della non quotidianità

il rimorso di Oreste

il rimorso di Oreste - De Chirico

era da un po' ormai che non svegliavo al mattino con la sensazione di aver riposato molto bene. quasi la sensazione di essere stato catapultato indietro in estate o in primavera. la casa calda e l'odore delle lenzuola fresche, e il sole che si insinua timido dalle tapparelle della parete-finestra.
mi ci sono trasferito ieri qui, ma mi pare di viverci già da tempo.
ani difranco strimpella la chitarra e canta nel suo modo slegato. la finestra è aperta ma non fa fredda, rimango in magliettina e scalzo sul parquet.
durerà solo un mese, ma è un po' come quando conosco qualcuna che avrebbe moltissime ragioni per non frequentarmi, ma mi piace così tanto che non ci penso e soprattutto che non penso a lei.
dalla parete-finestra vedo un viale alberato e dagli alberi vengono giù tante di quelle foglie che sembra una pioggia di fate danzanti vestite in tonalità di marroncino e rossastro. si accumulano morenti ai margini.
non passa nessuno per strada e il cielo è chiaro. più tardi sarò lì sotto a correre e pensare alle cose irrisolte e all'attrazione che hanno su di me.
oggi è un giorno del tutto diverso da tutti quelli precedenti, ed è solo per un dettaglio: vivo in un altro posto. e invece di affannarmi a cercare di mettere tutto di nuovo in ordine com'era, mi godo il momento perfetto della non quotidianità.
da qualche giorno, questo spazio sembra preso di mira da qualcuno che pare abbia trovato il modo di non farsi tracciare, leggendo di qua e di là vecchi interventi, anche molto vecchi... non so nemmeno io come li becchi nè perchè, sempre in orari strani, al mattino prima delle 7 o di notte dopo le 2.
non so chi sia, forse solo gente che ci arriva per caso da google...
ultimamente, ma solo per scherzo, qualcuno mi ha detto "mi fai paura". è una frase che mi fa male quando mi viene detta seriamente.
non sono speciale e non sono banale. sono solo come una porta socchiusa, che se ti fai passare la curiosità di aprirla o la cattiveria di murarla, alla fine non ti darà tanto fastidio e non potrà nuocerti in nessun modo.
*A

2008/11/9

buon anniversario

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A pensarci bene, domani fa un anno. Il tempo corre, il più delle volte ci tocca rincorrerlo.
La spirale dei nostri presunti cambiamenti serve solo ad illuderci. L'unico cambiamento è che niente rimane com'è e tutto si deteriora continuamente. Tanto vale avere il coraggio di strappar via le cose, anche a costo di non dover più rincorrere, ma precorrere un futuro che già intravedi.
Io non amo rincorrere, preferisco segnare la direzione davanti a me, nel bene e nel male. Che sia una strada che vada a finire in un'oasi da sogno o in un dirupo, poco importa. Sarò io a decidere, ad ogni modo. Da vecchio, non avrò il rimpianto di azioni non compiute, di tentativi abbandonati per paura di perdere qualcosa che tanto comunque un giorno non ci sarà più.
Non siamo bellissimi fiocchi di neve ognuno speciale e diverso dall'altro. Siamo iene avvezze a sorriderci.
*A
2008/11/8

Marla

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gli amanti di Magritte
Non sapevo quasi chi fosse Fernanda Pivano, prima di leggere la sua postfazione a Fight Club. Non sapevo chi fosse, ma a leggerne la biografia le avrei dato buon credito. Oh, gliene dò ancora ben inteso... magari della beat generation avrà capito tutto, peccato che Chuck Palahniuk sia arrivato qualche decennio più tardi, e peccato che sia troppo dissociato dalla realtà vera (passatemi il termine, chi vuole intendere intenda) per far parte della famiglia beat.
Ho appena dato un taglio al mio taglio semi-lungo, facendolo passare a semi-corto con una certa soddisfazione. Dicono che ti viene voglia di tagliarti i capelli o di comprare dei vestiti, o di farti un piercing, quando la tua vita è a una svolta. Magari una piccola svolta. O grande. O svolta e basta. Se è così, allora la mia vita deve essere un turbine di curve con pochi rettilinei messi lì solo per farti prendere velocità.
E' bello il libro, ma Fincher è assai più bravo di Palahniuk. Ho atteso tanti anni prima di leggerlo perchè non volevo scoprirlo. Era solo venuto il momento di aprire gli occhi. Fernanda Pivano ha frainteso alcuni punti, credo, o forse non ha finito di leggerlo il libro, o forse la postfazione l'ha fatta scrivere ad una sua assistente 26enne con laurea in lettere e filosofia come lei, e tante buone speranze racchiuse nella sua borsa a tracolla. Non credo che centrino i tumori o la x generation con il libro. Non credo centri la realtà, quanto meno quella reale. E' di filosofia che si parla: di essere e di apparire, di volere e di potere. Si parla di sconfitta, in questo libro. Di voglia di ribellione ripiegata su se stessa che finisce per colpire te stesso come un boomerang. Si parla di amore, anche. Ma è un discorso in sottofondo, di cui quasi non ti accorgi se non nel finale.
E' bravo Chuck. Ma Fincher è più bravo. Cambia il finale, lo stravolge. Ripulisce il protagonista dalla violenza, niente amputazioni, niente combattimenti che finiscono con danni permanenti tipo lingue mozzate o guance bucate (e ricordate il suo combattimento con il biondo? Tyler stesso che rimprovera il suo alter ego che voleva distruggere una cosa bella, poi intima agli altri di portarlo all'ospedale). Quindi il film ripulisce il libro, ma non solo. Dà un finale di speranza. Siamo più forti della nostra parte nichilista e distruttrice, l'unica speranza è affidarsi a Marla. Rassicurarla teneramente (l'ultima battuta di lui col sottofondo della canzone dei Pixie è semplicemente geniale). Lasciare che il pezzo mancante di te, trovi te stesso.
Chuck non la vede, questa speranza. Lui non vuole essere salvato. Lui vuole solo dormire. Ad ogni costo e senza mezze soluzioni. Bang. Finisce là.
Comunque. Mi sono preparato un tè, e come ogni sabato alle 2 del pomeriggio, sono combattuto tra l'idea di pranzare e quella di andare in palestra.
Oggi, sono anche combattuto dall'idea di riprendere a scrivere una vecchia storia. Chissà...
Ho un sorriso in testa che non riesco bene a cancellare. Io non sono come l'alter ego di Tyler, Marla non riesco a farla entrare nè dalla porta principale, nè da quella sul retro, nè "un pezzo di merda alla volta", come scrive Chuck. Forse devo ancora toccare il fondo, e ho fin troppe cose da perdere chissà... forse mi manca prendere botte negli incontri di kickboxe, guardarmi i lividi sui fianchi e sentire il sapore del sangue attraverso il labbro gonfio. Forse ho troppe cose da perdere adesso, anche per quello. E la soluzione, è comprarsi una giacca nuova e tagliarsi i capelli. Ma non credo dopotutto, non credo che ci sia scritto da qualche parte, come andrà a finire. Non credo che Marla sia nè lontana nè vicina. Non credo nella realtà reale nemmeno io, e questo spazio ne è in qualche modo la dimostrazione. Non voglio credere, che sia tutto lì, quello che siamo. Ma nemmeno che siamo e basta, senza scopo.
Ho fame e ho voglia di correre e di saltare. Mi innervosisce dipendere da qualcuno, anche se mi sento l'isolamento addosso come una coperta fin troppo calda.
Tyler esiste in tutti noi, dopotutto. Ignorarlo, o non avvertirlo affatto, è semplicemente un'arte che non ho mai imparato.
*A

 

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